Sogno un Papa francescano


San Francesco dipinto da Cimabue

Sono stato recentemente stuzzicato nell’immaginazione da un piccolo botta&risposta che ho visto sul profilo Facebook di un mio amico. Stavo controllando delle cose per la pagina del mio sito quando tra le notizie popolari l’occhio cade su una piccola polemica innescata da una frase attribuita a San Filippo Neri.

Il confronto fa sempre riflettere, quando è civile, e mi piace intromettermi in questi dibattiti.

Sono in un periodo in cui mi sto virtualmente “astenendo” da ogni considerazione definitiva su temi importanti come la politica o la religione. Valuto volta per volta le notizie che leggo su internet, senza schemi precostituiti o schieramenti da difendere. Voglio godermi un po’ di libertà intellettuale. Dare ragione ad Ahmadinejad piuttosto che ad Obama non mi fa sentire più “strano”.

Per questo stanotte mi dedico ad analizzare (per quanto superficiale possa essere una mia analisi) un aspetto particolare del fenomeno “Chiesa”, ovvero il suo capo: il Papa.

Allo stato attuale, in Italia, la maggior parte della gente vede di buon occhio la Chiesa. C’è il Papa, Benedetto XVI, che nessuno voleva dopo Giovanni Paolo II e che invece mi è sempre piaciuto, andando controcorrente. Intuivo che dopo un pontificato “moderno” come quello di Karol Wojtyla ci sarebbe stato bisogno di qualcuno come Joseph Ratzinger: fine teologo, tedesco, tosto.

C’è però qualcosa che ancora non va. La Chiesa, come la vedo io, non può continuare ad essere così. Non è moralismo. Io sogno la Coerenza con la “C” maiuscola. Cristo ha vissuto da povero, ha subito violenze, è morto sulla Croce. Il suo vicario non può vivere nel lusso, o comunque nell’agiatezza.

San Francesco questo lo aveva capito. Figlio di mercante, diventa diseredato e mendicante. Scopre la Fede, vive la Fede. Pura, limpida, fresca, come l’acqua di un torrente montano. Fonda un ordine di mendicanti, si avvicina allo spirito umile che ha caratterizzato la vita di Cristo. Sfida il Sultano, tenta di convertirlo, non ci riesce ma fonda un rapporto di stima. L’altra religione non è un nemico con cui “negoziare” la pace.

Per questo sogno un Papa francescano, che riporti la Chiesa alle origini. A predicare e a testimoniare con l’esempio personale il Vangelo e la vita di Cristo. Senza ricchezze, senza banche, senza lo Stato del Vaticano. Senza alcuna forma di potere temporale. Sogno un Papa che viaggi e chieda ospitalità nelle città in cui arriva. Che non stia sempre a Roma, ma che vada in Arabia come in Alaska, in Islanda come in Indonesia. Che si faccia portatore vero e autentico del messaggio di Cristo. Che sia Chiesa ovunque vada. Che sposi Madonna Povertà come ha fatto Francesco. Che abbia coraggio.

commenti
  1. Anastasia ha detto:

    Mi piace molto la tua riflessione, bravo!

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