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fonte: italiaunita150.it

Centocinquanta anni fa Vittorio Emanuele II viene incoronato a Torino “Re d’Italia”. Questa data è diventata oggi il simbolo della nostra unità nazionale. Un avvenimento storico, eccezionale, memorabile (direbbe Benigni). Dopo più di mille anni di divisioni e di dominazioni straniere, finalmente si aveva l’occasione di essere tutti uniti sotto un’unica bandiera. Un bene dal valore inestimabile che ci è stato tramandato da una generazione che non abbiamo neanche conosciuto e che dobbiamo difendere a tutti i costi.

Non importa se questa unità è arrivata grazie a qualche massone o ad interessi poco nobili e patriottici. Non importa il comportamento meschino dell’esercito piemontese (Gheddafi ne sarebbe stato fiero) nei territori delle Due Sicilie. E’ certamente importante conoscere ed avere una visione critica della storia, ma adesso dobbiamo guardare al futuro. Gli Stati Uniti hanno combattuto una guerra d’indipendenza dal Regno Unito sanguinosissima, ma adesso sono due alleati fidati. All’interno degli stessi USA c’è stata una terribile guerra di secessione, ma yankees e confederati ormai si riconoscono tutti sotto la bandiera a stelle e strisce.

Anche noi Italiani abbiamo avuto lotte interne e guerre civili. Il nostro tratto distintivo è il campanilismo, positivo (la mia città è la migliore e io sono migliore di tutti gli altri perché vengo da quella città) o negativo (la mia città fa schifo me ne devo scappare il prima possibile). Devo dire che a Foggia prevale certamente il secondo tipo. Ma comunque si dà sempre importanza al proprio orticello e si è spesso invidiosi o supponenti nei riguardi di quello del vicino. Si può uscire da questo campanilismo? Si può finalmente ricreare un ideale di “Italia” libero e sentito da tutta la Nazione? Questa è la sfida dei prossimi 150 anni. L’Italia è stata fatta, gli Italiani quasi. Manca ancora qualcosa.

C’è una cosa che rimpiango molto del Fascismo: quella retorica nazionalista e patriottica che, sebbene propagandistica e fiancheggiatrice di un regime autoritario, faceva sentire tutti gli Italiani uniti da Trento a Lampedusa grazie ad un senso di appartenenza alla Nazione che mancava dai tempi della Roma Repubblicana. In Francia c’è sempre stata, ed è una cosa che personalmente gli invidio.

Non tutti saranno d’accordo con me, ma la situazione è questa: abbiamo un partito nordista che, grazie ai suoi toni aggressivi e pseudo-fascisti, sta acquistando sempre più voti grazie anche al contemporaneo declino della figura che ha dominato, purtroppo, la scena politica dal 1994. Se volessi cercare un’immagine più limpida ed esemplare dell’ipocrisia, non troverei niente di meglio della Lega Nord. Un partito il cui obiettivo è la secessione della fantomatica “Padania” dall’Italia unita non dovrebbe avere dei suoi esponenti stipendiati dallo Stato. Lo sport dello sputare nel piatti in cui si mangia va per la maggiore all’interno della Lega. Il suo capo infatti, Umberto Bossi, e altri suoi sgherri hanno giurato sulla Costituzione Italiana che nel suo articolo 5 sancisce l’indivisibilità della Repubblica. Spiegatemi voi qualche coerenza possono mostrare questi loschi figuri davanti al loro elettorato, almeno quello “consapevole” e che vorrebbe davvero la secessione. E pur si muove!

Questa è la nostra sfida, oggi. Chi ha a cuore l’Italia non può permettere che ci siano degli sforzi separatisti nel cuore dello Stato. Gli Stati tendono ad unirsi, e dove non accade, la situazione non è mai tranquilla e sempre tesa: Germania e Vietnam si sono riuniti. La Corea non ci è riuscita a causa dell’abisso politico che esiste tra il Nord ed il Sud. Noi cosa vogliamo fare?

Il nostro voto è l’unico mezzo, ormai debole, che ci rimane. Io preferirei altro ma oggi è meglio non parlarne.

Auguri Italia e auguri a tutti gli Italiani che credono nella nostra Nazione.

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Uomo di merda

Dopo l’Egitto, anche in Libia si infiamma la rivolta popolare contro il regime dittatoriale di Gheddafi. Il Rais però, da buon amico di Berlusconi, rimane attaccato al suo trono fino alla fine e con ogni mezzo. L’esercito e la polizia infatti hanno ricevuto l’ordine di reprimere nel sangue le manifestazioni contro il governo che da giorni si organizzano a Bengasi ed in altre città della Cirenaica.

Questo uomo di merda sulla sinistra, casualmente grande amico di un altro uomo di merda italiano, è disposto a tutto pur di fermare questa “primavera araba” che ha avuto la sua scintilla in Tunisia. E noi l’abbiamo sostenuto, ospitato, finanziato, servito e riverito, nelle sue assurde abitudini e consuetudini. Ma dove stiamo andando. Il nostro governo perde dignità e credibilità di fronte a pochi spiccioli o metri cubi di gas naturale.

Il colonialismo è stato sbagliato, si dirà, ma gli errori del passato non giustificano gli sviluppi recenti dei rapporti bilaterali tra Italia e Libia. I nostri diplomatici non possono contrattare con gente che spara sulla folla che chiede maggiori libertà. Che cazzo di esempio siamo? Ancora una volta gli arabi ci stanno dando una lezione, tirando fuori le “palle” e rischiando la pelle pur di ottenere qualcosa. Noi l’abbiamo fatto centocinquant’anni fa per l’ultima volta. Da allora, il buio e lo squallore di un governo nazionale zimbello degli altri paesi mondiali. In un quadro politico desolante, presente e futuro, non riesco davvero a trovare, adesso una via d’uscita.

Una in verità ci sarebbe, ma non siamo in Libia né in Egitto né tanto meno in Tunisia. Abbiamo ancora la pancia troppo piena e la testa troppo narcotizzata per poter scendere in piazza. Quando ritroveremo la nostra dignità? Quando uno scatto d’orgoglio ci farà dire “basta” ad una politica assurda perpetuata da decenni alle nostre spalle? Io penso che la nostra cittadinanza sia in fermento. Serve anche da noi una scintilla. Qualcosa che faccia scoppiare il sentimento popolare, che ci faccia togliere i panni da borghese e ci faccia indossare quelli di uomini e donne con una dignità da salvaguadare. Cosa serve ancora? Abbiamo un Premier che fa ridere tutto il mondo, una casta parlamentare che mostra di giorno in giorno il suo “essere in vendita” al miglior offerente, un partito scissionista al governo, un’opposizione impalpabile. Soltanto un monopolio completo dei mass media mi appare l’unica giustificazione al nostro immobilismo. Eppure cazzo la gente ragiona, non siamo cretini. Serve una sveglia, ma dobbiamo darcela tutti insieme.

Ahi serva Italia, di dolore ostello, non donna di province, ma bordello!

Nella miniera di informazioni di Wikileaks si trova di tutto. Mentre spulciavo alla ricerca di cable classificati “secret” e non semplicemente “confidential”, ho trovato uno che parla del caso dell’omicidio dell’ufficiale del SISMI Nicola Calipari. Il quadro che ne emerge è desolante per la credibilità dei nostri politici. Fossi un parente di Calipari, strapperei la mia carta d’identità e mi dichiarerei apolitico.

Il cable originale potete leggerlo in inglese qui: http://wikileaks.ch/cable/2005/05/05ROME1506.html

1. Riassunto e Raccomandazioni: Poco prima del rilascio del rapporto italiano sull’uccisione di Nicola Calipari a Baghdad, l’ambasciatore il DCM (Deputy Chief of Mission, primo aiutante dell’ambasciatore e seconda carica diplomatica ndr.) e il PolMilCouns (consigliere Politco-Militare ndr.) sono stati chiamati nell’ufficio del PM (Primo Ministro ndr.) Berlusconi per ricevere una copia del rapporto e sentire da funzionari del Governo Italiano (ho interpretato così la sigla GOI usata nel cable ndr.) cosa ne pensano sul da farsi. Gli italiani hanno fatto sapere chiaramente che il Governo vuole accantonare presto l’incidente, che quest’ultimo non avrebbe influito sull’impegno italiano in Iraq. Gli Italiani hanno detto che, sebbene la cooperazione americana nell’inchiesta congiunta con l’Italia è stata totale e sempre professionale, l’Italia deve mettere in “stand by” la ricostruzione dell’incidente del 4 Marzo. Il rapporto italiano, hanno detto, conclude che la sparatoria non fu intenzionale e che nessuna responsabilità individuale può essere assegnata per la suddetta sparatoria, rendendo così meno probabile lo svilupparsi in un caso completamente criminale dell’investigazione da parte dei magistrati.

2. Raccomandazioni (vedi Par.9): Mentre il rapporto italiano trova molti cavilli nel rapporto americano sull’incidente, sarebbe meglio per noi resistere dalla tentazione di attaccare il rapporto italiano punto per punto, e dovremmo invece far parlare il nostro rapporto al nostro posto. Nonostante istintivamente difenderemmo il nostro rapporto attaccando quello italiano, le conseguenze di questa condotta potrebbero essere asimmetriche: sebbene queste critiche probabilmente non avrebbero serie conseguenze negative sull’USG (Governo americano ndr.), se il Governo Italiano apparisse sleale nei confronti dei suoi cittadini, o anche soltanto indifferente per far piacere all’America in merito, le conseguenze per il governo di Berlusconi e l’impegno italiano in Iraq potrebbero essere molto gravi. Quindi, raccomandiamo fortemente che tutti i portavoce dell’USG rimangano sempre aderenti al nostro rapporto 15-6.

3. L’ambasciatore, il DCM e il PolMilCouns sono stati chiamati nell’ufficio del Presidente del Consiglio il 2 Maggio per ricevere una copia del rapporto sull’incidente Calipari. Da parte italiana erano presenti il Ministro degli Esteri Fini, il Sottosegretario Letta, il consigliere diplomatico del Primo Ministro Castellaneta, il capo del SISMI Pollari, alcuni loro aiutanti e i due investigatori. Berlusconi non era presente probabilmente perché non era a Roma quel giorno.

4. Gli italiani hanno fatto chiari questi punti principali.

  • L’intento del Governo Italiano è che questo incidente non dovrebbe avere nessun effetto negativo sulle nostre eccellenti relazioni bilaterali.
  • Specificatamente, non ci saranno effetti sull’impegno in Iraq.
  • Il Governo Italiano vuole mettere l’incidente alle spalle e spera che questo rapporto contribuisca a questo fine.
  • Berlusconi discuterà il rapporto in parlamento Giovedì 5 Maggio.
  • Sarebbe utile per il presidente Bush chiamare Berlusconi Mercoledì, così che lui possa dire di aver parlato col Presidente dell’incidente.

5. Quanto al rapporto, gli Italiani lo hanno generalmente descritto come supportante la tesi del “tragico incidente”, evidenziando i punti seguenti:

  • Il rapporto dice che è impossibile attribuire responsabilità individuali per l’omicidio.
  • Dice anche che gli investigatori italiani non hanno trovato prove a supporto di un omicidio volontario.
  • Quest’ultimo punto è stato inserito specificatamente per scoraggiare ulteriori investigazioni da parte dei magistrati, dato che la legge Italiana permette di perseguire casi di omicidio volontario di cittadini italiani fuori dai confini nazionali, ma non casi di omicidio non volontario. (NOTA: I nostri contatti ci avvertono che i magistrati italiani sono tristemente noti per il piegare queste leggi ai loro scopi, perciò bisognerà aspettare e vedere se la tattica del Governo Italiano funzionerà).
  • Il rapporto italiano è stato scritto con l’unica intenzione di limitare i magistrati. Gli italiani hanno accentuato il fatto che il rapporto americano permette di coprire alcune cose nelle investigazioni comuni ma non altre, mentre i magistrati Italiani hanno maggiori possibilità da limitare.
  • Il Governo bloccherà ogni tentativo da parte di commissioni parlamentari di aprire delle inchieste indipendenti (ci sono state già parecchie richieste da parte dell’opposizione) basandosi sul fatto che questo rapporto risponde sufficientemente a tutto.
  • Il rapporto sta dietro le testimonianze date dalla Sgrena, dal conducente e dal capo della stazione SISMI di Baghdad.

6. Le conclusioni finali degli Italiani, comunque, sono queste: nessuna responsabilità individuale, nessun intento deliberato di uccidere.

7. L’ambasciatore (americano ndr.) Sembler ha detto agli Italiani che l’USG condivide il desiderio italiano di mettersi l’incidente alle spalle e non lasciare che questo rovini le relazioni bilaterali tra i due paesi (e grazie al cazzo ndr.). A questo proposito, è importante che il Governo Italiano non attacchi gli Stati Uniti direttamente o si lamenti a proposito della mancanza di collaborazione, e noi ci impegneremo a continuare a fare lo stesso. Fini ha detto che l’Italia non si può lamentare della cooperazione statunitense. Il rapporto italiano chiarisce che gli investigatori hanno avuto carta bianca e che chiederà a Berlusconi di concentrarsi su questo quando andrà a riferire in Parlamento.

8. Gli italiani erano chiaramente preoccupati e non contenti della fuga di notizie causata dalla lettura delle parti confidenziali del rapporto 15-6 apparsa sul web. Non hanno però spinto oltre le lamentele dopo che è stato loro spiegato che è stato solo un errore tecnico. Gli Italiani hanno detto che sono stati costretti a ritirare il loro ufficiale del SISMI a Baghdad dopo che il suo nome è stato scoperto nella versione non censurata del rapporto.

9 – 10 – 11. Considerazioni finali, ogni commento mi pare superfluo.

Ieri su Rete4 in mezzo alla pubblicità hanno trasmesso anche Braveheart. Un film che parla di libertà, che racconta la storia di un uomo coraggioso e coerente, William Wallace. Beh, mi sono chiesto perché un film del genere sia stato trasmesso su Mediaset. Non ha senso. Mediaset, portavoce di B. è proprio la meno adatta. Una compagnia liberticida che foraggia giorno dopo giorno orde di telespettatori lobotomizzati dietro i suoi “Grande Fratello” e “Uomini e Donne” vari non può la sera far vedere “Braveheart”. Si può capire che la legge dell’audience regni sovrana, ma che si abbia almeno un briciolo di dignità e lasciare certi film a palcoscenici migliori. Ormai la degenerazione dei mass media non si può più frenare, e il buon William rimarrà ancora per tanto tempo un caso isolato della Storia.

Questo film ci insegna a riscoprire il valore della parola “Libertà”, così sputtanata (passatemi il termine) negli ultimi anni per scopi politici. Libertà è autodeterminazione, sciolta da ogni interferenza esterna. William voleva una casa e dei campi da coltivare: non li ha avuti. Non era libero, ma ha vissuto fino alla fine sfruttando al massimo quel briciolo di libertà che gli era rimasto. Cercando di conquistarne, un pezzo alla volta, sempre di più. Non ci è riuscito, ma l’esempio rimane. Un esempio che su Mediaset, che cerca di toglierci un briciolo di lucidità mentale e di libertà di pensiero ogni giorno, mi è apparso davvero fuori luogo e oltraggioso.

Il mio invito è sempre quello di fare delle proprie TV dei pesi da lanciare negli sport olimpici. Sicuramente, con la qualità delle trasmissioni odierne, avrebbero maggiore utilità.

Delusione

Pubblicato: 15 dicembre 2010 in > The best of Chi-Quadro <, Res Publica

Ancora una volta, gli interessi personali hanno prevalso su quelli del Paese, da entrambe le parti. Mi aspettavo che il Governo incassasse la Fiducia. Quando Berlusconi vuole qualcosa, la riesce ad ottenere perché ha sia il portafoglio che il potere per fare qualsiasi cosa in Italia. C’è da ringraziare anche la famosa legge elettorale “porcellum”: i parlamentari infatti non sono stati eletti su preferenza popolare ma messi li dai partiti in base ai voti ricevuti dalle liste. In pratica abbiamo votato fidandoci che il partito su cui noi abbiamo impresso quella maledetta X scegliesse il miglior deputato o senatore possibile. In una democrazia malata come la nostra però, a Montecitorio sono finiti i candidati più deboli e ricattabili in caso di necessità, come ieri, appunto.

E così il mercato delle vacche è andato avanti per giorni, con voltafaccia continui e assurdi. Parlamentari che cambiano simbolo fregandosene di esser stati eletti sotto un altro partito e parlamentari che, palesemente influenzati dall’esterno, fanno riferimento a non ben definite “volontà popolari, interessi comuni, o difesa della stabilità della Nazione”. Ma andatevene tutti a fanculo!

Sono molto deluso, anche se capisco che il “bello” deve ancora venire, perché si dovrà allargare la maggioranza e perché vedremo chi rinuncerà ancora una volta alla coerenza per una poltrona.

C’è da considerare, inoltre, che le camere sicuramente non verranno sciolte prima del compimento dei due anni e mezzo di legislatura, altrimenti come potranno fare i nostri poveri parlamentari a prendere la loro “sudata” pensione? Ecco perché la Lega spinge per le elezioni in primavera. Siamo in mano a una banda di criminali, e il bello è che noi legittimiamo il loro potere andando a votarli. Mi sa che quando torno a casa strappo la mia scheda elettorale. Così non si può andare avanti.

Volevo infine esprimere la mia solidarietà ai manifestanti di Roma, ai non-violenti perché sono la parte costruttiva di questo paese, e ai “violenti” perché sono il piccone con cui dovremo abbattere il muro dietro cui si è barricata la nostra infida classe politica. Esprimo la mia solidarietà anche alle Forze dell’Ordine, perché sono li a fare il loro lavoro. Certo è che anche da parte loro potrebbe arrivare un gesto eclatante se volessero. Unitevi a noi. Questo Stato sfrutta anche voi. Questa politica vi umilia e vi manda al macello. Le FF.OO. hanno il potere effettivo di cambiare le sorti di un paese. Non voglio auspicare un golpe, perché sarebbe soltanto cambiare “padrone”, ma vorrei tanto una fase politica nuova, contrassegnata da onestà e coerenza. Senza queste cose, rimane solo l’espatrio.

The best: ma baffanc…

Da tempo covavo in mente questo articolo e adesso mi è venuta voglia di scriverlo: CαмσяяαAи∂Lσνє, ti odio.

Niente di personale eh, non so chi ci sia dietro questa pagina Facebook che ha conquistato i “mi piace” di più di 800.000 persone. Immagino però che sia una qualche ragazzina con tanto tempo da perdere su internet.

Iniziamo dal nome: Camorra and Love. Camorra e amore? Amore per cosa? Si può accostare una parola come “Amore” ad una come “Camorra”? Ma questi lo sanno che cos’è la camorra? Lo sanno che cos’è la criminalità organizzata?

Mi pare di aver capito che questa ragazzina sia napoletana. Bene, secondo me questa qui ha bisogno di uscire un po’ per strada e capire come vanno veramente le cose nella sua città. Sarei curiosissimo di sapere cosa ne pensa di questa pagina Facebook chi la camorra la combatte giorno dopo giorno. Evito di commentare poi il modo in cui è scritto il nome, con l’alfabeto greco che sembra diventato, dopo millenni di onorata carriera, l’alfabeto truzzo o bimbominkia. Ma come si fa…

Oddio, potreste obiettare che lei è seguita da 800.000 persone mentre io ho “solo” i miei venticinque lettori, ma permettetemi di spezzare una lancia a favore di chi mi legge da Luglio: meglio venticinque persone intelligenti che migliaia di capre che vanno dietro alle massime pseudo-filosofiche (tra l’altro trite e ritrite) o alle pubblicazioni cretine di una ragazzina campana.

Cara ragazza, accogli il mio appello: non ti sentire importante solo perché hai avuto “successo”; cerca di pubblicare cose intelligenti ora che così tante persone, soprattutto ragazzi, leggono e condividono ciò che pubblichi. Sii utile, non infantile.

E che CASMS!

Pubblicato: 12 novembre 2010 in > The best of Chi-Quadro <, Res Publica, Sport
fonte foto: forza-parma.blogautore.repubblica.it

Stiamo veramente raschiando il fondo.

Sono rimasto di sasso quando ho sentito che, per la partita Parma-Sampdoria, è stata vietata la vendita dei biglietti ai tifosi liguri. Le due tifoserie infatti sono gemellate da venticinque anni, e la partita è sempre stata sinonimo di convivialità e fraterna amicizia. Non si riesce a capire perché il CASMS abbia vietato la trasferta ai doriani.

O meglio, non si riesce a capire se si fa funzionare il cervello come sanno fare le persone “normali”. Si dice che tutte le limitazioni alla libertà personale, tra le quali la tessera del tifoso e tutte le restrizioni che di domenica in domenica vengono sciorinate dall’Osservatorio Nazionale, sono un piccolo prezzo da pagare se si vogliono stadi sicuri. Bene. Allora perché vietare una domenica di festa tra tifoserie?

Se vietassero alle persone di andare in casa delle persone con cui hanno cattivi rapporti, diciamo che per certi versi sarebbe una decisione che si potrebbe anche capire, nonostante questa limiti la mia libertà in maniera evidente. Ma se, con la scusa di ridurre la violenza, mi vietano anche di andare a casa del mio migliore amico, beh, scusatemi, ma a me girano davvero le palle.

Qual è il vero fine di queste manovre del Governo? Qual è il vero scopo che la banda di leghisti e caimani vuole raggiungere? Il calcio a pagamento ha registrato degli aumenti di incasso mostruosi negli ultimi anni, e, in particolare quest’anno, il numero di abbonamenti a Sky o a Mediaset Premium (Mediaset… Mediaset… Mediaset… questo nome non mi è nuovo, mi ricorda qualcuno) è già oltre ogni record pregresso.

Io vedo due obbiettivi, spartiti tra le due anime di questo Governo. L’obbiettivo politico della Lega e del ministro Maroni, ovvero quello di mostrare uno Stato “forte” (coi manganelli) al proprio elettorato ignorante, che pensa che sia lo stadio il problema del paese. L’obbiettivo meramente economico di Berlusconi, invece, cioè quello di far guadagnare quanti più soldi possibili alle sue aziende e ai soliti amici.

Piano piano stanno allontanando la gente dagli stadi per farle accomodare comodamente sulla poltrona a vedere la TV. Sempre incollati alla TV, con le sue pubblicità, le sue manipolazioni e la sua propaganda. E guardate un po’ chi è il proprietario, più o meno ufficiale, delle maggiori reti televisive italiane. Non iniziate a pensare che ci possa essere un collegamento? Non iniziate a vedere il sottile filo rosso che lega i numerosi provvedimenti e le infinite leggi che la banda del caimano ha fatto in questi anni?

Il ministro Maroni e le sue politiche sono ormai indifendibili. Hanno fatto la “Tessera del Tifoso”, hanno vietato le trasferte “calde”, hanno limitato la nostra libertà in cambio di una fantomatica maggiore “protezione”, ma perché allora vengono vietate anche cose che non sono minimamente a rischio? Se non è malafede può essere soltanto incompetenza. Sinceramente preferisco pagare (perché li paghiamo noi questi tizi) un incompetente che un colluso o un corrotto. Almeno sbagliare è umano.

Il vero problema è che non c’è nessuno all’orizzonte che possa veramente rilanciare questo Paese e cancellare, con coraggio, le maialate di questa “Seconda Repubblica”. Cosa possiamo fare? Ci rimane solo il nostro voto: usiamolo con coscienza.