Buon Compleanno Italia: la sfida dei prossimi 150 anni

Pubblicato: 17 marzo 2011 in > The best of Chi-Quadro <, Res Publica
fonte: italiaunita150.it

Centocinquanta anni fa Vittorio Emanuele II viene incoronato a Torino “Re d’Italia”. Questa data è diventata oggi il simbolo della nostra unità nazionale. Un avvenimento storico, eccezionale, memorabile (direbbe Benigni). Dopo più di mille anni di divisioni e di dominazioni straniere, finalmente si aveva l’occasione di essere tutti uniti sotto un’unica bandiera. Un bene dal valore inestimabile che ci è stato tramandato da una generazione che non abbiamo neanche conosciuto e che dobbiamo difendere a tutti i costi.

Non importa se questa unità è arrivata grazie a qualche massone o ad interessi poco nobili e patriottici. Non importa il comportamento meschino dell’esercito piemontese (Gheddafi ne sarebbe stato fiero) nei territori delle Due Sicilie. E’ certamente importante conoscere ed avere una visione critica della storia, ma adesso dobbiamo guardare al futuro. Gli Stati Uniti hanno combattuto una guerra d’indipendenza dal Regno Unito sanguinosissima, ma adesso sono due alleati fidati. All’interno degli stessi USA c’è stata una terribile guerra di secessione, ma yankees e confederati ormai si riconoscono tutti sotto la bandiera a stelle e strisce.

Anche noi Italiani abbiamo avuto lotte interne e guerre civili. Il nostro tratto distintivo è il campanilismo, positivo (la mia città è la migliore e io sono migliore di tutti gli altri perché vengo da quella città) o negativo (la mia città fa schifo me ne devo scappare il prima possibile). Devo dire che a Foggia prevale certamente il secondo tipo. Ma comunque si dà sempre importanza al proprio orticello e si è spesso invidiosi o supponenti nei riguardi di quello del vicino. Si può uscire da questo campanilismo? Si può finalmente ricreare un ideale di “Italia” libero e sentito da tutta la Nazione? Questa è la sfida dei prossimi 150 anni. L’Italia è stata fatta, gli Italiani quasi. Manca ancora qualcosa.

C’è una cosa che rimpiango molto del Fascismo: quella retorica nazionalista e patriottica che, sebbene propagandistica e fiancheggiatrice di un regime autoritario, faceva sentire tutti gli Italiani uniti da Trento a Lampedusa grazie ad un senso di appartenenza alla Nazione che mancava dai tempi della Roma Repubblicana. In Francia c’è sempre stata, ed è una cosa che personalmente gli invidio.

Non tutti saranno d’accordo con me, ma la situazione è questa: abbiamo un partito nordista che, grazie ai suoi toni aggressivi e pseudo-fascisti, sta acquistando sempre più voti grazie anche al contemporaneo declino della figura che ha dominato, purtroppo, la scena politica dal 1994. Se volessi cercare un’immagine più limpida ed esemplare dell’ipocrisia, non troverei niente di meglio della Lega Nord. Un partito il cui obiettivo è la secessione della fantomatica “Padania” dall’Italia unita non dovrebbe avere dei suoi esponenti stipendiati dallo Stato. Lo sport dello sputare nel piatti in cui si mangia va per la maggiore all’interno della Lega. Il suo capo infatti, Umberto Bossi, e altri suoi sgherri hanno giurato sulla Costituzione Italiana che nel suo articolo 5 sancisce l’indivisibilità della Repubblica. Spiegatemi voi qualche coerenza possono mostrare questi loschi figuri davanti al loro elettorato, almeno quello “consapevole” e che vorrebbe davvero la secessione. E pur si muove!

Questa è la nostra sfida, oggi. Chi ha a cuore l’Italia non può permettere che ci siano degli sforzi separatisti nel cuore dello Stato. Gli Stati tendono ad unirsi, e dove non accade, la situazione non è mai tranquilla e sempre tesa: Germania e Vietnam si sono riuniti. La Corea non ci è riuscita a causa dell’abisso politico che esiste tra il Nord ed il Sud. Noi cosa vogliamo fare?

Il nostro voto è l’unico mezzo, ormai debole, che ci rimane. Io preferirei altro ma oggi è meglio non parlarne.

Auguri Italia e auguri a tutti gli Italiani che credono nella nostra Nazione.

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