Archivio per marzo, 2011

Chi-quadro fa le valigie

Pubblicato: 21 marzo 2011 in Gestione del Blog

E’ arrivato il momento per il mio piccolo blog di fare le valigie: da una casa in affitto si passa ad una casa di proprietà.

Ieri ho infatti comprato il dominio chiquadroblog.it ed è lì che da oggi in poi verrà aggiornato il blog. Ovviamente non chiuderò questo sito ma lo lascierò aperto per la fruizione dei vecchi articoli e per non perdere il piccolo patrimonio che giorno dopo giorno è stato costruito.

Spero appreziate il mio sforzo e possiate seguirmi meglio su un sito che posso personalizzare al 100%. Vi aspetto.

Alessio

Zdenek Zeman

Dopo tutte le preoccupazioni settimanali ci vuole una partita del Foggia a farmi tornare il buon umore. In Giappone può saltare in aria tutto, in Libia sta succedendo il finimondo, ma se vince il Foggia, tutto il resto non conta.

Eppure, per un po’ abbiamo visto le streghe. Alla fine del primo tempo era il Roma ad essere in vantaggio con Mazzeo dopo un errore (ma va?) del nostro portiere Santarelli (speriamo che si riprenda subito dall’infortunio!), ma i ragazzi sono riusciti a trovare la forza nella ripresa di ribaltare completamente il match.

Bum-Bum Sau e gol di Insigne, sempre più capocannonieri del girone B della Prima Divisione Lega Pro: il Foggia fa la voce grossa nella lotta ai playoff. Buona la nostra serie positiva ma bisogna rimanere con i piedi per terra.

I frutti del pesante lavoro di Zeman dovrebbero iniziare a germogliare sempre più col passare del tempo. Si spera che il caldo e il campionato fiacchino gli avversari e che i nostri ragazzi riescano a rimanere sempre pronti sul piano atletico e, soprattutto, mentale. Questo Foggia inizia a far paura, anche e soprattutto agli apparati cardiovascolari di noi Foggiani.

Meglio un giorno da quattro-tre-tre che cento da catenaccio.

Un caccia "Tornado" fonte: ilfattoquotidiano.it

La risoluzione 1973 dell’ONU con cui è stata istituita un no-fly zone sulla Libia non autorizza un invasione di terra da parte delle truppe della cosidetta “coalizione dei volenterosi”. Il Generale italiano Mini però ha confessato che fino ad ora questo tipo di risoluzione non è mai bastato. Dopo si è sempre andati con truppe di terra a prendere possesso del territorio.

L’attuale situazione dello scenario libico si può vedere bene su questa mappa di “El mundo”. La strategia dei “volenterosi” è comunque chiara: c’è stata una pioggia di fuoco dal cielo a neutralizzare le difese contraeree libiche. Durante la seconda guerra mondiale i Tedeschi distruggevano tutte le basi aeree nemiche con velocissimi raid di cacciabombardieri, seguiti poi dalle divisioni corazzate e di fanteria meccanizzata. E’ il Blitzkrieg, nulla di nuovo sotto il sole. La prima parte di esso (distruzione del potenziale aereo e contraereo nemico) è in atto adesso in Libia.

Un punto a favore della non-invasione è la presenza di truppe ribelli sul territorio libico. Gli europei potrebbero limitarsi ad eliminare chirurgicamente ogni mezzo o grosso assembramento di truppe leali a Gheddafi mentre poi toccherebbe ai ribelli andare a sporcarsi le mani nelle città e a prendere (e mantenere) il controllo della Libia.

Secondo me è questo lo scenario più probabile, a meno che i lealisti non riescano in qualche modo a conservare un buon potenziale offensivo nonostante i massicci raid aerei. In tal caso, si verrebbe al dunque: siamo o non siamo disposti ad impegnarci seriamente in un altro paese dopo Iraq e Afghanistan?

Se i ribelli dovessero farcela, credo che essi saranno poi comunque aiutati da militari europei per almeno una decina d’anni a “stabilizzare” la situazione interna, modello Libano o Serbia per capirci. Quindi secondo me, prima o poi, un intervento di terra sarà necessario. Vedremo quanto riuscirà a resistere Gheddafi, perché se hanno deciso di farlo fuori, può veramente dire di avere le ore contate.

Libia: è GUERRA!

Pubblicato: 19 marzo 2011 in Res Publica

Sono ufficialmente iniziate le operazioni belliche francesi sul suolo libico. Sono partiti alcuni raid su obbiettivi militari lealisti. Presto anche le altre potenze della NATO, Italia compresa, si uniranno alla guerra.

E’ inutile fare giri di parole, questa è una guerra vera e propria. Gheddafi è pronto a tutto e già si stanno approntando le difese contraeree e antimissilistiche nel Sud Italia. Speriamo che questa escalation si fermi subito con la resa del colonnello, altrimenti un’eventuale occupazione militare della Libia sarà durissima da sostenere.

Consiglio di seguire qui gli sviluppi ora dopo ora. Sono molto preoccupato.

Libia: cessate il fuoco?

Pubblicato: 19 marzo 2011 in Res Publica

Non bastassero i guai della centrale nucleare giapponese, adesso anche la situazione sulla nostra “quarta sponda” si fa sempre più preoccupante.

I soldati leali a quell’uomo di merda di Gheddafi stanno attaccando la roccaforte ribelle Bengasi, occupandone forse la parte occidentale, anche dopo la risoluzione ONU che istituiva una no-fly zone sulla Libia. Pare che un aereo sia stato abbattuto dalla contraerea ribelle. La tregua è praticamente inesistente e intanto i Paesi della Nato si stanno organizzando per effettuare dei raid aerei sulle basi lealiste. Lentamente, ma qualcosa si sta muovendo. Le notizie sono ovviamente molto frammentarie e “di parte”.

Sono sempre molto diffidente circa la natura di questa “ribellione” (dei ribelli raccogliticci non dispongono di contraerea), ma rimango comunque dell’opinione che ci sia bisogno di un cambiamento in Libia. A mente fredda poi analizzeremo le figure di merda del nostro governo, ma adesso è tempo di seguire le operazioni in diretta. I conti li facciamo alla fine.

Darò degli aggiornamenti su Twitter, seguite @zemaniac se volete rimanere in contatto (ci sono anche gli ultimi Tweet in un box a sinistra).

Il capo della TEPCO piange

Pubblicato: 19 marzo 2011 in Res Publica, Scienze

E’ di oggi la notizia che il capo della Tokyo Electric Power Company è scoppiato in lacrime davanti ai giornalisti quando il governo nipponico ha ammesso che le radiazioni fuoriuscite dalla centrale di Fukushima potrebbero uccidere molti giapponesi.

Il dramma nucleare si gioca ormai su diversi livelli: quello geopolitico e delle relazioni internazionali, quello energetico e della riflessione sull’energia ed infine quello personale dei singoli che stanno cercando di mettere delle pezze su una situazione che peggiora di ora in ora. I dirigenti della TEPCO si trovano nell’intersezione di questi tre livelli, come in un diagramma di Eulero-Venn. In più sentono il peso della responsabilità morale e giuridica di questa catastrofe. Adesso è troppo facile giudicare. Aspettiamo la fine dell’emergenza, poi la giustizia farà il suo corso.

Brutte notizie per il regime di Gheddafi (definito qualche settimana fa, e non vorrei che lo dimenticaste, uomo di merda): l’ONU ha approvato la risoluzione 1973 con la quale viene stabilita in Libia una “no-fly zone”. Per chi non sa cosa essa sia ecco un aiuto da wikipedia:

Una zona d’esclusione aerea (in ingleseNo-fly zone) è un territorio sul quale vige il divieto di volare. Tali zone vengono di solito dichiarate in un contesto di controllo militare degli spazi aerei per delimitare una zona demilitarizzata del cielo.

Nel 1992, il Regno Unito e gli Stati Uniti intervennero nello scontro tra il regime iracheno e la popolazione Curda nell’Iraq settentrionale, stabilendo una zona d’esclusione aerea dove fu impedito di volare agli aerei iracheni. L’intenzione della zona a divieto di volo era di prevenire i bombardamenti e gli attacchi chimici del regime contro i Curdi. La legalità di questa operazione è comunque oggetto di dibattito. I sostenitori della decisione affermano che la zona di divieto di volo è stata autorizzata implicitamente dalla risoluzione numero 688 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. I contrari sostengono che la risoluzione 688 non menziona e non autorizza questo tipo di operazioni.

La Francia è già sul piede di guerra e minaccia le prime azioni militari già in giornata. Non so cosa ci sia dietro la rivoluzione, ma qualunque cosa è meglio di Gheddafi secondo me per il popolo libico. Togliamocelo dalle scatole, poi si vedrà. Attendiamo sviluppi. Ulteriori info sul fatto quotidiano

Un grosso augurio a tutti i ribelli libici che se la stanno vedendo bruttissima in queste settimane.