Anche la Libia in rivolta: Gheddafi spara sulla folla. Noi cosa aspettiamo?

Pubblicato: 21 febbraio 2011 in > The best of Chi-Quadro <, Res Publica
Uomo di merda

Dopo l’Egitto, anche in Libia si infiamma la rivolta popolare contro il regime dittatoriale di Gheddafi. Il Rais però, da buon amico di Berlusconi, rimane attaccato al suo trono fino alla fine e con ogni mezzo. L’esercito e la polizia infatti hanno ricevuto l’ordine di reprimere nel sangue le manifestazioni contro il governo che da giorni si organizzano a Bengasi ed in altre città della Cirenaica.

Questo uomo di merda sulla sinistra, casualmente grande amico di un altro uomo di merda italiano, è disposto a tutto pur di fermare questa “primavera araba” che ha avuto la sua scintilla in Tunisia. E noi l’abbiamo sostenuto, ospitato, finanziato, servito e riverito, nelle sue assurde abitudini e consuetudini. Ma dove stiamo andando. Il nostro governo perde dignità e credibilità di fronte a pochi spiccioli o metri cubi di gas naturale.

Il colonialismo è stato sbagliato, si dirà, ma gli errori del passato non giustificano gli sviluppi recenti dei rapporti bilaterali tra Italia e Libia. I nostri diplomatici non possono contrattare con gente che spara sulla folla che chiede maggiori libertà. Che cazzo di esempio siamo? Ancora una volta gli arabi ci stanno dando una lezione, tirando fuori le “palle” e rischiando la pelle pur di ottenere qualcosa. Noi l’abbiamo fatto centocinquant’anni fa per l’ultima volta. Da allora, il buio e lo squallore di un governo nazionale zimbello degli altri paesi mondiali. In un quadro politico desolante, presente e futuro, non riesco davvero a trovare, adesso una via d’uscita.

Una in verità ci sarebbe, ma non siamo in Libia né in Egitto né tanto meno in Tunisia. Abbiamo ancora la pancia troppo piena e la testa troppo narcotizzata per poter scendere in piazza. Quando ritroveremo la nostra dignità? Quando uno scatto d’orgoglio ci farà dire “basta” ad una politica assurda perpetuata da decenni alle nostre spalle? Io penso che la nostra cittadinanza sia in fermento. Serve anche da noi una scintilla. Qualcosa che faccia scoppiare il sentimento popolare, che ci faccia togliere i panni da borghese e ci faccia indossare quelli di uomini e donne con una dignità da salvaguadare. Cosa serve ancora? Abbiamo un Premier che fa ridere tutto il mondo, una casta parlamentare che mostra di giorno in giorno il suo “essere in vendita” al miglior offerente, un partito scissionista al governo, un’opposizione impalpabile. Soltanto un monopolio completo dei mass media mi appare l’unica giustificazione al nostro immobilismo. Eppure cazzo la gente ragiona, non siamo cretini. Serve una sveglia, ma dobbiamo darcela tutti insieme.

Ahi serva Italia, di dolore ostello, non donna di province, ma bordello!

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