Archivio per febbraio, 2011

Rivolta anti-Gheddafi in Libia. Tutti protestano tranne te, tranne te, tranne te.

(Dopo Egitto e Tunisia, ora la Libia. Tra poco l’unico despota alleato di Berlusconi resterà D’Alema)

L’aviazione libica spara sui manifestanti. Ma solo su quelli cattivi.

Desta sconcerto l’orrendo spettacolo offerto da Gheddafi. E pensare che l’abbiamo pagato molto più di Benigni.

I cecchini del rais sparano su un corteo funebre. Doveva proprio stargli sulle palle quel tipo.

Numerosi i mercenari nelle truppe libiche. Coi loro desideri mitici.

L’Unione Europea blocca le transazioni di armi verso la Libia. Appena in tempo.

Dagli Usa parole di solidarietà ai manifestanti. Ho scritto Tamoil sulla sabbia.

I ribelli: “Il regime è sostenuto dall’Italia”. Gheddafi: “L’Italia arma i ribelli”. Capisci il nostro prestigio internazionale vedendo le fazioni che per insultarsi si accusano a vicenda di essere nostri amici.

Berlusconi: “Non voglio disturbare Gheddafi”. Ha lasciato la cravatta sulla maniglia.

“Sta soffiando il vento della democrazia”, ha dichiarato Berlusconi pisciandoci contro.

Il premier: “Inaccettabile la violenza sui civili”. Dategli delle divise.

“L’Italia è vicina al popolo libico”. Indietro ma vicina.

Gheddafi appare in tv per trenta secondi. Era lo spot di una crema antirughe.

Il leader libico annuncia le sue intenzioni da un’autovettura. È quanto di più ridicolo si possa fare su un predellino.

Il Rais è apparso sugli schermi con l’ombrello. Poi per depistare ha cantato Supercalifragilistichespiralidoso.

“C’è calma e sicurezza nel paese”. Ok, è in Svizzera.

È giallo sulla sorte del Rais. Si dice porti cucita addosso una foto di Gandhi.

Pare che Gheddafi stia per fuggire in Sudamerica. Finché è carnevale non lo noterà nessuno.

(In verità era già fuggito, poi è tornato indietro per controllare se aveva chiuso il gas)

Previsti milioni di libici in fuga da Gheddafi. Il piano è lasciarlo solo.

L’Europa in allarme: “Sulle nostre coste potrebbero arrivare un milione e mezzo di migranti”. Ma dipende dalle maree.

(Scherzi a parte: se tutti quegli africani dovessero veramente arrivare in Italia, dove cavolo li seppelliamo?)

A Malta, alcuni rifugiati bruciano la bandiera italiana. La Lega: “Ok, questi li prendiamo”.

Si teme per la sorte di due docenti palermitani. Potrebbero trovare lavoro.

Libia, il parlamento è in fiamme. Avete da accendere?

Oggi alla Nato riunione d’emergenza sulla Libia. Si discuteranno le dichiarazioni di Craxi.

(L’essenziale è accertarsi che Obama abbia capito esattamente qual è la Libia)

Migliaia di mercenari diretti a Tripoli. E il cellulare di Minzolini risulta non raggiungibile.

La Farnesina consiglia di non andare a Tobruk. Faremo questo sforzo.

Frattini riferisce in parlamento sulla Libia: per ora ha saputo che confina con l’Egitto.

“Nessun sostegno a chi ha commesso orrori”. Quindi scordiamoci gli incentivi all’auto.

Frattini: Basta con tutto questo sangue”. Senza nemmeno uno stuzzichino.

“Si prospetta l’ipotesi di un emirato nell’est del paese”, ha dichiarato Frattini riferendosi a Vendola.

(Molti italiani capiranno quello che sta succedendo solo al prossimo rifornimento)

Zanda: “Col silenzio si rischia la complicità morale”. Questo sì che toglierà il sonno a Berlusconi.

Berlusconi baciò la mano di Gheddafi. È che aveva visto il gonnellone e non ha capito più un cazzo.

Il Rais appare in tv e accusa: “È un complotto dello Straniero”. Ah, non guardare noi.

“La regina Elisabetta è al potere da più tempo di me, ma a lei non accade nulla”. È che le volpi non sanno organizzarsi.

Nel bunker, Gheddafi accusa Bin Laden: lascia sempre i capelli nella doccia.

(Siamo così diversi dalla Libia. Da noi nel bunker ci sta l’opposizione)

Dubbi sull’autenticità dei video in cui compare Gheddafi: da giorni non si hanno notizie di Francesco Nuti.

Anche il figlio del dittatore è apparso in tv. Strano, di solito aspetta i telegatti.

Saif al-Islam ha indicato i nemici della Libia: “Teppisti, stranieri, ubriachi e drogati”. Oh, che cazzo vuoi da me?

“Fermatevi e/o sarà guerra civile”.

Berlusconi telefona a Gheddafi: ha visto una conduzione turpe.

Il premier esorta Gheddafi a iniziare a rispettare le minoranze ed i diritti civili. Tipo quando cominci una dieta di coppia.

“Gheddafi è un pazzo”. Ecco perché finora l’abbiamo assecondato.

L’Onu si riunisce in seduta straordinaria. All’ordine del giorno: “Pulizia vetri palazzo” e “Libia”.

Il cardinal Bagnasco: “Prima o poi i popoli si ribellano. Dategli altro oppio.

Annullato il gran premio del Bahrein. Meglio risparmiare sulla benzina.

Per solidarietà, Fassino sospende la campagna per le primarie. Anche stavolta gli è andata di culo.

I libici a Roma: “Fermate il massacro”, “Stop al patto Italia-Libia”, “Vuoi fumo?”.

La situazione è così grave che la tv di stato libica sta trasmettendo Drive in.

Volevo ringraziare gli autori di spinoza.it per la loro satira che fa sorridere anche in momenti in cui c’è ben poco da ridere.

Povero Linux

Pubblicato: 27 febbraio 2011 in Blob, Personale

Ieri sera ho preso parte mio malgrado ad una conversazione agghiacciante. Un ragazzo che abita come me in studentato mi ha chiesto dei pareri sugli antivirus gratuiti. Ho spiegato alla pecorella smarrita nel sudiciume windowsiano che ormai i virus non mi preoccupano più, si pa per motivi di esperienza maggiore rispetto al passato, sia perché ormai uso Linux e quindi sto un po’ più tranquillo.

Nel pieno della mia missione redentrice gli ho offerto il prestito del CD di Ubuntu per farglielo provare, al ché mi sento rispondere:

“Linux? No per adesso mi trovo bene con Google Chrome…”

Ovviamente non può riferirsi a Chrome OS ma al browser. Povero Linux…

Nostalgia: Age of Empires 2

Pubblicato: 25 febbraio 2011 in Personale, Tecnologia

Giocare ieri sera ad Age of Empires 2 in quattro persone ha riacceso in me ricordi di ormai dieci anni fa. Sicuramente il gioco strategico per antonomasia, una pietra miliare sul cui stile ci si basa ancora oggi. Un gioco infatti può essere o non essere “alla Age of Empires”. La colonna sonora è indimenticabile e molto bella. Risentirla è sempre un piacere: è ufficialmente partita l’operazione Nostalgia.

Mi ribolle il sangue nelle vene

Pubblicato: 23 febbraio 2011 in Res Publica

In una giornata in cui si parla di 10.000 vittime libiche durante la sanguinaria repressione di Gheddafi (uomo di merda, ribadisco) Bruno Vespa stasera a Porta a Porta parla della “nuova clamorosa svolta nelle indagini sul delitto di Avetrana”.

Ci avete RIEMPITO I COGLIONI con questo fottutissimo DELITTO DI AVETRANA.

All’Italia NON GLIENE FREGA UN CAZZO di chi è l’assassino. Lasciate stare in pace quella povera ragazza. Mi fate tutti CAGARE.

Chi non parla della Libia in questo momento è COMPLICE di quell’uomo di merda di Gheddafi. Mi viene voglia di tornare a Foggia e bruciare la mia scheda elettorale. Non mi interessa più niente.

I Tunisini, gli Egiziani e i Libici ci stanno SBATTENDO IN FACCIA LE PALLE CHE NOI NON ABBIAMO. Altro che Bel Paese. Bel Paese di Merda. Pendiamo tutti dalle labbra di un puttaniere. Mi sono veramente rotto il cazzo.

Scusate lo sfogo.

Un ringraziamento a voi tutti

Pubblicato: 23 febbraio 2011 in Personale

Volevo ringraziare tutti le persone che ieri sono venute alla mia piccola festa.

Quelli che avevano da studiare, perché si sono permessi il lusso di perdere una serata con un esame alle porte.

Quelli che mi hanno aiutato a preparare da mangiare e nella logistica, perché senza di loro sarebbe stato un casino.

Quei soliti stronzi che ci sono sempre, perché anche e soprattutto stavolta non hanno fatto mancare la loro presenza.

Quelli che vengono da fuori, perché si sono sacrificati per venire a perdere una serata.

Quelli che hanno pensato ai regali, che nonostante il poco tempo a disposizione sono stati fantastici e bastardi (ogni riferimento alla sveglia è puramente voluto).

Ognuno sa a quale categoria appartiene, e ringrazio anche chi non si riconosce in nessuna di queste ma c’era comunque!

Chiudo con un appello dedicato a Botto: sto pensando di chiamare “Chi l’ha visto?”. Fatti sentire!

Non avrei mai pensato che solo Napolitano potesse tenere in piedi, anzi, evitare di far cadere ancora più in basso, una minima credibilità diplomatica del nostro Paese. Visto che dal Governo non arriva una voce di condanna nei confronti di quell’uomo di merda di Gheddafi ci ha pensato lui, con grande senso di responsabilità, a dire qualcosa a nome dell’Italia.

Grazie Presidente,

Uomo di merda

Dopo l’Egitto, anche in Libia si infiamma la rivolta popolare contro il regime dittatoriale di Gheddafi. Il Rais però, da buon amico di Berlusconi, rimane attaccato al suo trono fino alla fine e con ogni mezzo. L’esercito e la polizia infatti hanno ricevuto l’ordine di reprimere nel sangue le manifestazioni contro il governo che da giorni si organizzano a Bengasi ed in altre città della Cirenaica.

Questo uomo di merda sulla sinistra, casualmente grande amico di un altro uomo di merda italiano, è disposto a tutto pur di fermare questa “primavera araba” che ha avuto la sua scintilla in Tunisia. E noi l’abbiamo sostenuto, ospitato, finanziato, servito e riverito, nelle sue assurde abitudini e consuetudini. Ma dove stiamo andando. Il nostro governo perde dignità e credibilità di fronte a pochi spiccioli o metri cubi di gas naturale.

Il colonialismo è stato sbagliato, si dirà, ma gli errori del passato non giustificano gli sviluppi recenti dei rapporti bilaterali tra Italia e Libia. I nostri diplomatici non possono contrattare con gente che spara sulla folla che chiede maggiori libertà. Che cazzo di esempio siamo? Ancora una volta gli arabi ci stanno dando una lezione, tirando fuori le “palle” e rischiando la pelle pur di ottenere qualcosa. Noi l’abbiamo fatto centocinquant’anni fa per l’ultima volta. Da allora, il buio e lo squallore di un governo nazionale zimbello degli altri paesi mondiali. In un quadro politico desolante, presente e futuro, non riesco davvero a trovare, adesso una via d’uscita.

Una in verità ci sarebbe, ma non siamo in Libia né in Egitto né tanto meno in Tunisia. Abbiamo ancora la pancia troppo piena e la testa troppo narcotizzata per poter scendere in piazza. Quando ritroveremo la nostra dignità? Quando uno scatto d’orgoglio ci farà dire “basta” ad una politica assurda perpetuata da decenni alle nostre spalle? Io penso che la nostra cittadinanza sia in fermento. Serve anche da noi una scintilla. Qualcosa che faccia scoppiare il sentimento popolare, che ci faccia togliere i panni da borghese e ci faccia indossare quelli di uomini e donne con una dignità da salvaguadare. Cosa serve ancora? Abbiamo un Premier che fa ridere tutto il mondo, una casta parlamentare che mostra di giorno in giorno il suo “essere in vendita” al miglior offerente, un partito scissionista al governo, un’opposizione impalpabile. Soltanto un monopolio completo dei mass media mi appare l’unica giustificazione al nostro immobilismo. Eppure cazzo la gente ragiona, non siamo cretini. Serve una sveglia, ma dobbiamo darcela tutti insieme.

Ahi serva Italia, di dolore ostello, non donna di province, ma bordello!