Archivio per gennaio, 2011

Mubarak e famiglia non sanno dove andare

Pubblicato: 30 gennaio 2011 in Blob

La moglie di Mubarak è scappata a Londra. Voleva venire in Italia ma… voi lo direste ad un doganiere: “sono la moglie di Mubarak” ?

Sandro Simone

In Egitto la protesta continua ad espandersi. Mubarak in nottata avrebbe chiesto asilo politico in Italia dicendo di essere lo zio di Ruby.

Nonciclopedia

Giornata della memoria

Pubblicato: 27 gennaio 2011 in Blob

Oggi è il giorno della memoria. Ci ricorda perché continuiamo a giustificare quel che succede a Gaza. [lorberto]

FONTE: spinoza.it

Berlusconi telefona a “L’Infedele”

Pubblicato: 25 gennaio 2011 in Blob, Cronaca

Chissà cosa avrà pensato Veronica Lario per libera associazione tra il marito ed il nome del programma…

Rubata la salma di Mike Bongiorno

Pubblicato: 25 gennaio 2011 in Cronaca

Che bestie. Neanche i morti possono stare tranquilli in questi giorni.

La “buona” notizia è che adesso almeno i telegiornali riescono a parlare d’altro. Berlusconi tira un sospiro di sollievo, e ringrazia.

L’Eurispes scopre l’acqua calda

Pubblicato: 24 gennaio 2011 in Res Publica

Un sondaggio Eurispes afferma che la fiducia degli Italiani nelle istituzioni sta calando. Ma davvero? Sarà mica per il modo vergognoso in cui vengono rappresentate dagli uomini che ne fanno parte?

Cala la fiducia sul Governo e sul Parlamento, aumenta quella nel Capo dello Stato (mah…) e nella Magistratura. Alto gradimento inoltre ricevono le Forze dell’Ordine, Carabinieri in testa. Io vorrei sapere come fa un cittadino italiano, oggi, a credere ancora nelle Istituzioni: gli scandali della politica sono all’ordine del giorno e le collusioni con la mafia sempre più alla luce del sole. L’attaccamento alla poltrona da parte di chi ha un qualunque potere è di una tenacia e testardaggine unica.

L’esempio più lampante? Berlusconi. Gli sta crollando il mondo intorno ma lui resiste nel suo bunker. Non si fa più vedere in giro, parla con messaggio audio-video che sembrano dei “pizzini” ed è protetto dalla testuggine che gli stanno creando intorno le televisioni ed i mass media. Siamo un popolo pigro e distratto. In Tunisia c’è stata una vera e propria Rivoluzione. In Albania il clima è teso e la Guardia Repubblicana spara sulla folla causando tre morti, con il Capo del Governo che grida al “golpe” mentre quello dell’opposizione chiede l’aiuto dell’Europa. Sono due paesi che confinano via mare con noi, non sono lontani anni luce. Eppure qui in Italia siamo narcotizzati e immobili assistiamo ogni giorno all’indegno spettacolo di un paese sempre più succube di un uomo e della sua immagine. Fino a quando?

Elogio di Cuffaro

Pubblicato: 23 gennaio 2011 in Res Publica

So che qualcuno storcerà il naso, ma non me ne frega nulla, è un pensiero che voglio condividere con chi vorrà farlo. Non avrei mai pensato che avrei provato un incredibile sentimento di rispetto per Totò Cuffaro. Così come è stato un pericoloso fiancheggiatore della mafia, pasticcione, ambiguo, pericolosamente losco nella sua carriera politica, Cuffaro ha saputo trovare ieri una misura di grande dignità nel momento della condanna: “Accetto il verdetto, vado a costituirmi”.

C’era intorno a lui il suo staff in lacrime, c’era la consapevolezza di una grave malattia che affligge sua figlia, c’era la cannula di ossigeno che spesso lo insegue, e non è certo simulazione. Forse è vero che siamo mitridatizzati e assuefatti a tutto, forse è vero che sono giorni incredibili, ma la pacatezza con cui Cuffaro ha accettato la sua condanna senza contestare la sentenza e senza inveire contro i giudici, di questi tempi è un gesto eversivo.

So che in questo paese la cultura del nemico ha avvelenato ogni cosa. So che qualcuno si divertirà a gioire al pensiero di saperlo in carcere. Eppure io credo che proprio nel momento in cui scatta la pena, e l’accettazione della pena, sia necessario riconoscere che questo atteggiamento porta Cuffaro dieci spanne sopra quei politici che, accusati di reati apparentemente meno infamanti, contestano le istituzioni, accusano la magistratura di eversione, mettono in campo ogni mezzo pur di sottrarsi alla legge. Forse è proprio vero che la cultura democristiana, in Italia, malgrado la vertigine inquietante dei suoi lati oscuri, è diversa da quella eversiva dei piccoli autocratici che gridano al colpo di Stato, e intanto provano a metterlo in atto.

Luca Telese – ilfattoquotidiano.it

La gente non si dimentica di Craxi

Pubblicato: 22 gennaio 2011 in Res Publica