Archivio per dicembre, 2010

Buon Anno!

Pubblicato: 31 dicembre 2010 in Personale

Un saluto a tutti voi,

volevo augurarvi un felice anno nuovo. Domani inizia il 2011, e vedremo cosa porterà. Questo è stato un anno abbastanza “denso” da tutti i punti di vista, ma comunque positivo se dovessi dargli un veloce giudizio. Si spera sempre che il prossimo sia migliore, aspetteremo con pazienza.

Ancora auguri,

Alessio

In Ungheria la legge bavaglio sui media diventa realtà. Approvata con una maggioranza dei due terzi dal partito di destra Fidesz del primo ministro Viktor Orban, diventa il primo caso in Europa di legge restrittiva in tutti i campi dell’informazione, dal giornalismo della carta stampata, alla radio, alla televisione fino a internet. Si tratta di 175 articoli che possono costituire un pericoloso antecedente per gli altri paesi europei. Nel merito è già intervenuta l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse): “Riformare i media – ha detto in un rapporto la rappresentante per la libertà dei media Dunja Mijatovic – può danneggiare la libertà dei media e il libero dibattito pubblico, indispensabili elementi di democrazia”. Contro la legge bavaglio sono scesi in piazza 1500 giovani universitari che, con le fiaccole in mano, hanno circondato il Parlamento.

La legge – Il Parlamento ungherese ha approvato a maggioranza dei due terzi la  “legge-bavaglio”, riforma che prevede un ampio controllo da parte dello Stato su tutti i media. Tra le misure adottate la possibilità da parte dell’Autorità nazionale per le telecomunicazioni, nominata da Fidesz, lo stesso partito del premier Viktor Orban, di sanzionare tutte le testate giornalistiche in caso di “violazione dell’interesse pubblico”. Tra le misure più restrittive, la soppressione delle redazioni di giornali e radio in modo da concentrare tutta l’informazione primaria sull’agenzia di stampa nazionale Mti, finanziata dallo Stato; l’istituzione di un tetto del 20 per cento per la cronaca nera nei telegiornali; l’imposizione per le radio di inserire almeno il 40 per cento di musica ungherese; multe pesanti a tutti gli organi d’informazione nel caso di “violazione” di un non meglio specificato “interesse pubblico”, per articoli “non equilibrati politicamente” o “lesivi della dignità umana”, con cifre che vanno da 700 mila euro per le tv, a 89 mila per i giornali e siti internet. Ma il provvedimento che davvero rischia di minare alle fondamenta il diritto di essere informati per i cittadini ungheresi è costituito dall’obbligo per i giornalisti di rivelare le proprie fonti per questioni legate alla “sicurezza nazionale”. Una sicurezza nazionale via via stabilita dal potere politico a seconda delle convenienze che potrà arrivare sino alla confisca da parte delle autorità investigative degli strumenti e dei documenti del cronista anche prima di aver identificato un delitto.

La protesta – La legge, solo l’ultima in ordine di tempo fra le mosse messe in atto dal premier Orban per controllare i media, ha immediatamente scatenato la protesta di circa 1500 persone che hanno manifestato davanti al Parlamento di Budapest. L’organizzazione della mobilitazione è avvenuta tramite Facebook con la precisa richiesta che i partiti non aderissero. Il timore dei dimostranti e di molti osservatori è che, per evitare sanzioni e multe salate,  le testate si autoregoleranno come ai tempi del comunismo, praticando quindi una pesante autocensura. Il danno maggiore andrebbe a pesare soprattutto sui giornali più piccoli e indipendenti che rischierebbero la chiusura.

“D’ora in poi, giornalisti e direttori dovranno essere molto cauti su cosa pubblicheranno”, ha dichiarato il direttore del maggiore quotidiano indipendente di stampo liberal, che ha annunciato ricorso alla Corte costituzionale. Ma le possibilità di riuscita del ricorso sono nulle, dato che l’approvazione con la maggioranza di due terzi ha blindato la legge. Csaba Belenessy, direttore generale dell’agenzia Mti, che dirigerà la nuova centrale di notizie, aveva di recente detto che i giornalisti nel suo servizio dovranno essere leali al governo. Orban ha affermato che la nuova legge è “conforme alle norme europee” anche se sia l’Istituto internazionale della stampa (Ipi), sia l’Osce hanno espresso critiche severe nei confronti di una legge definita “liberticida”.

Elena Rosselli

FONTE: ilfattoquotidiano.it

Cliccate sul link per andare a vedere l’ultimo video dei “Tavola 28”, sicuramente il miglior gruppo Rap foggiano in circolazione. Nonostante non sia un amante del genere, il sentire una canzone nel mio dialetto mi piace molto e quindi pubblicizzo i loro sforzi anche su Chi-quadro. Buona Visione!

Natale fridde&fame from jrstudio on Vimeo.

Incontra la Super-Pecora!

Pubblicato: 17 dicembre 2010 in Personale

I giocatori più incalliti della serie “Worms” conoscono bene la Super-Pecora.

Come premio per la mia abilità nel manovrarla, si è presentata in persona per mettersi al mio servizio ed andare ad esplodere dove richiesto, non prima di aver raccolto qualche cassa. Tra l’altro, questo weekend su Steam è in sconto del 50% Worms Reloaded, l’ultimo arrivato della serie. Imperdibile.

E neve fu…

Pubblicato: 16 dicembre 2010 in Ferrara

fonte: ferraraforum.com

Alla fine è arrivata. Si sentiva che la nevicata era nell’aria. Il cielo grigio, le temperature in un intorno di 0°C, e l’impressione che prima o poi sarebbe arrivata, inesorabile: la neve!

Delusione

Pubblicato: 15 dicembre 2010 in > The best of Chi-Quadro <, Res Publica

Ancora una volta, gli interessi personali hanno prevalso su quelli del Paese, da entrambe le parti. Mi aspettavo che il Governo incassasse la Fiducia. Quando Berlusconi vuole qualcosa, la riesce ad ottenere perché ha sia il portafoglio che il potere per fare qualsiasi cosa in Italia. C’è da ringraziare anche la famosa legge elettorale “porcellum”: i parlamentari infatti non sono stati eletti su preferenza popolare ma messi li dai partiti in base ai voti ricevuti dalle liste. In pratica abbiamo votato fidandoci che il partito su cui noi abbiamo impresso quella maledetta X scegliesse il miglior deputato o senatore possibile. In una democrazia malata come la nostra però, a Montecitorio sono finiti i candidati più deboli e ricattabili in caso di necessità, come ieri, appunto.

E così il mercato delle vacche è andato avanti per giorni, con voltafaccia continui e assurdi. Parlamentari che cambiano simbolo fregandosene di esser stati eletti sotto un altro partito e parlamentari che, palesemente influenzati dall’esterno, fanno riferimento a non ben definite “volontà popolari, interessi comuni, o difesa della stabilità della Nazione”. Ma andatevene tutti a fanculo!

Sono molto deluso, anche se capisco che il “bello” deve ancora venire, perché si dovrà allargare la maggioranza e perché vedremo chi rinuncerà ancora una volta alla coerenza per una poltrona.

C’è da considerare, inoltre, che le camere sicuramente non verranno sciolte prima del compimento dei due anni e mezzo di legislatura, altrimenti come potranno fare i nostri poveri parlamentari a prendere la loro “sudata” pensione? Ecco perché la Lega spinge per le elezioni in primavera. Siamo in mano a una banda di criminali, e il bello è che noi legittimiamo il loro potere andando a votarli. Mi sa che quando torno a casa strappo la mia scheda elettorale. Così non si può andare avanti.

Volevo infine esprimere la mia solidarietà ai manifestanti di Roma, ai non-violenti perché sono la parte costruttiva di questo paese, e ai “violenti” perché sono il piccone con cui dovremo abbattere il muro dietro cui si è barricata la nostra infida classe politica. Esprimo la mia solidarietà anche alle Forze dell’Ordine, perché sono li a fare il loro lavoro. Certo è che anche da parte loro potrebbe arrivare un gesto eclatante se volessero. Unitevi a noi. Questo Stato sfrutta anche voi. Questa politica vi umilia e vi manda al macello. Le FF.OO. hanno il potere effettivo di cambiare le sorti di un paese. Non voglio auspicare un golpe, perché sarebbe soltanto cambiare “padrone”, ma vorrei tanto una fase politica nuova, contrassegnata da onestà e coerenza. Senza queste cose, rimane solo l’espatrio.

Diplomacy: si vis pacem, para bellum.

Pubblicato: 13 dicembre 2010 in Personale

Il board del gioco

Cercasi sei volontari per collaudare questo gioco di società. Per ulteriori info ecco la pagina del gioco su Wikipedia: link

Un gioco come piace a me: senza dadi e fatto soprattutto di strategia e di diplomazia. E’ impossibile vincere da soli, è possibile fare tutto e il contrario di tutto. Ci vediamo al fronte,