Senza istruzione e ricerca oggi la terra sarebbe ancora piatta

Pubblicato: 17 novembre 2010 in Ferrara, Informazione alternativa, Res Publica

Il 17 Novembre è la Giornata Internazionale degli Studenti , una giornata di attivismo studentesco. La data commemora l’anniversario del 17 novembre 1939, data dell’assalto nazista all’ Università di Praga dopo le manifestazioni contro l’uccisione di Jan Opletal e l’occupazione della Cecoslovacchia, e dell’esecuzione di nove leader studenteschi e dell’invio di 1200 studenti nei campi di concentramento.

Nel 1941 alcuni gruppi di studenti in esilio, primo nucleo dell’International Union of Students, decisero che il 17 novembre sarebbe diventato l’International Students Day, la giornata internazionale di mobilitazione studentesca

 

Scendiamo in piazza il 17 Novembre, in Italia come in tutto il mondo, perché siamo convinti che la conoscenza sia uno straordinario strumento di liberazione di tutti e tutte.

A maggior ragione in un periodo di crisi del sistema internazionale che ha conseguenze così gravi sui diritti di tutti gli studenti e tutte le studentesse, ma anche su tutto il mondo della cultura e della conoscenza.

 

Scendiamo in piazza perché crediamo che puntare su una scuola, un’università e una ricerca pubblica significhi riconoscerne lo straordinario valore sociale, l’unica possibilità per immaginare un’uscita da tutte le crisi tesa al miglioramento delle condizioni di vita di ognuno.

 

Scendiamo in piazza per ribadire l’importanza del DIRITTO ALLO STUDIO che oggi viene messo in crisi da tagli strutturali e progressivi del 95% entro il 2013 che vedono sempre più leso quel diritto sancito dalla nostra Carta Costituzionale, come recita l’articolo 34: “[…] I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi […]”.

 

Scendiamo in piazza per sostenere la ricerca pubblica che in un momento di crisi è uno dei principali mezzi per il rilancio socio-economico del Paese e che in Italia viene gravemente penalizzata. Per cui desideriamo che generazioni di scienziati non siano “obbligati” ad espatriare per continuare il loro lavoro di ricerca in maniera dignitosa.

 

Scendiamo in piazza con i precari della conoscenza, perché la figura dello studente di oggi è già precaria prima ancora di entrare nel mondo del lavoro, e per ribadire che un futuro fondato sul precariato non è accettabile né per lavoratori né per studenti.

 

Scendiamo in piazza, e chiediamo a tutti i cittadini di fare lo stesso, perché questa non può essere solo la nostra battaglia ma al contrario, è la battaglia di chi crede che un’alternativa all’Italia del declino sia possibile anzi necessaria.

 

L’ampia e diversificata partecipazione di sindacati, giovanili di partito, gruppi di personale docente e scolastico, studenti medi e universitari, ricercatori e singoli cittadini , dà una chiara idea di come ogni componente sociale abbia creato uno spazio di condivisione che dimostra unità d’intenti e volontà di collaborazione anche per il domani.

Quanto detto sancisce ancor di più l’importanza del 17 NOVEMBRE.

 

IL FUTURO E’ ADESSO … RICOSTRUIAMOLO INSIEME!

Hanno redatto il documento e si fanno promotori dell’iniziativa: Rete Universitaria Attiva – UDU, Giovani Democratici, Giovani Comunisti, Federazione Giovanile Comunisti Italiani.

 

Aderiscono: FLC-CGIL, Studenti Medi e Universitari, Coordinamento Istruzione Pubblica, Coordinamento “Prendiamoci cura dei nostri servizi educativi pubblici”, gruppo personale ATA e docenti Liceo A. Roiti, personale ATA e docenti di: ITI N. Copernico, Liceo Sociale G. Carducci, Coordinamento dei Ricercatori Precari di Ferrara, Ricercatori Università di Ferrara.

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