Costruttori di sapere

Pubblicato: 5 ottobre 2010 in > The best of Chi-Quadro <, Ferrara, Informazione alternativa, Res Publica, Scienze

 

In prima fila

 

Finalmente, dopo giorni di attesa, si è passati ai fatti.

Stamattina, contemporaneamente ad altre quindici università italiane, l’UdU (Unione degli Universitari), rappresentata a Ferrara dalla Rete Universitaria Attiva, ha simbolicamente bloccato l’accesso alle varie facoltà dell’ateneo.

Mi sono sentito in dovere di scendere in campo personalmente e di essere parte attiva in questa manifestazione. Io, insieme ad altri miei colleghi, siamo andati anche in giro per i vari blocchi che costituiscono il Polo Scientifico-Tecnologico ferrarese. L’obbiettivo principale è stato quello di informare chi (e sono la maggioranza) non era a conoscenza del pericolo che pende sul futuro dell’istruzione universitaria pubblica in Italia. Distribuire volantini, parlare con gli studenti e spiegare loro il perché del rinvio delle lezioni e della protesta dei ricercatori.

Dal punto di vista pratico abbiamo chiesto a chi era d’accordo non di firmare una petizione, ma di essere partecipe di una fotopetizione. Mettere la faccia è molto più difficile che mettere una firma. Così ognuno di noi si è messo in testa un casco da cantiere e si è fatto fotografare, “firmando” in questo modo originale e, a mio avviso, più significativo. Io ho fatto principalmente da fotografo, anche se, quando vedevo che qualcuno era tentennante, intervenivo significativamente e continuavo la conversazione spiegando altri aspetti negativi della riforma che magari erano sfuggiti a chi era con me in gruppo.

Siamo stati felici di incassare l’appoggio di molti ricercatori e di alcuni professori, che ovviamente hanno indossato il caschetto e si sono fatti fare la fotografia.  Lo slogan è stato: “Costruttori di sapere”. In effetti, è quello a cui serve l’Università. Quello per cui paghiamo bei soldoni.

Purtroppo ovviamente c’è stato anche chi non ne ha voluto sapere niente e ha preferito andare a lezione. O chi non ha voluto fare la foto, o semplicemente chi diceva “tanto non serve a niente”. Siamo tutti bravi ad essere d’accordo con chi protesta.

“No ma… i ricercatori hanno ragione, fate bene a protestare… questo governo… la riforma… la Gelmini… Berlusconi…” ma poi cosa fai di concreto? Niente. Siamo tutti bravi a dire “Armiamoci e partite“. Siamo tutti bravi a sciacquarci la bocca e a sentirci “alternativi”, “contro il sistema”, “impegnati”, “complottisti” e cazzi vari. Ma poi, cosa hai fatto di concreto, a quale manifestazione hai partecipato, quando sei sceso in piazza, quando hai fatto la figura del coglione a fermare la gente e a spiegare cose che tu sai e altri no? Se poi ti senti soddisfatto di condividere ogni tanto su Facebook qualche video “alternativo” e questo appaga la tua sete di vendetta e la tua rabbia contro cosa c’è di marcio in questo paese, beh, allora complimenti. Continua a sciacquarti la bocca e a sentirti “fuori dal gregge”. In realtà, sei una delle pecore, fidati. C’è bisogno di azione, non di parole. Io il mio piccolo contributo oggi l’ho dato, e con me alcuni miei colleghi. Oggi eravamo il 100% degli iscritti a Tecnologie Fisiche Innovative (ordinamento 2009) a protestare. Ovviamente non siamo tanti, ma diamo un segnale. La cosa più importante adesso è informare. Bisogna farlo perché nessuno ne parla e se nessuno ne parla, nessuno si incazza, e a Montecitorio continueranno a far passare le migliori porcate della storia d’Italia, e devo dire che, purtroppo, ogni anno il primato si aggiorna.

Abbiamo Internet, non siamo stupidi, usiamolo. Facciamo informazione. Ognuno di noi può essere un piccolo altoparlante di una propaganda alternativa a quella dei giornali e dei telegiornali. Condividiamo e invitiamo i nostri amici a condividere sui social network o scriviamone sui nostri blog. Solo Internet è rimasto, e non sappiamo per quanto. Sfruttiamo queste occasioni.

Giovedì 7 Ottobre c’è un altra assemblea, andiamoci tutti. Ora tocca a noi.

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commenti
  1. marco ha detto:

    non posso fare altro che condividere ciò che hai scritto…
    ad onor di cronaca, però, ricordiamo che per fare il 100% di tfi bastavano 4 persone:
    puntualizzo solo per onestà intellettuale 🙂

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