Il problema

Pubblicato: 6 settembre 2010 in Informazione alternativa, Res Publica, Sport

Da dove devo cominciare? Dagli ultrà ovviamente. Questa comunità di “sporchi brutti e cattivi”, che macinano chilometri per riempire gli stadi, portare i loro colori, i loro cori, le loro coreografie, che oggi qualcuno gli addebita tutto il male del mondo del calcio, sono i nuovi untori, da emarginare, schernire, mettere in galera, perchè i benpensanti vogliono gli stadi sicuri, per le famiglie, magari davanti ad uno schermo in hd 48 pollici, schermo piatto.

Allora la nuova frontiera è una schedatura di massa, di tanti automi che si muovono con treni sicuri, con sconti in autogrill, truppe cammellate intruppate e fieri dell’ordine pubblico. Siamo il paese, dove il presidente del consiglio si crede Napoleone, nomina le sue cavalle ministre della repubblica, dove uno storpio da cottolengo minacce i popoli non padani di aggressione da 300.000 bergamaschi armati di fucile, salvo scoprire che 500 di questi gli bruciano le macchine e gli buttano le molotov alla propria festa. Corto circuito.

Siamo nel paese dove i giornali sportivi, incitano le masse dei tifosi all’avvenimento, preparano con cura le partite riempendo con fiumi di inchiostro i propri giornali, alzano la tensione di una partita fino all’inverosimile, tre giornali sportivi, più una miriade di giornali locali, le redazioni sportive dei giornali politici, le tv di Stato, le grandi tv private ed un esercito capillare di televisioni locali.

L’evento viene pompato a dismisura, i tifosi si nutrono di questa tensione, che sale ogni giorno come in un crescendo rossiniano, le urla Biscardiane di quattro malati di menti contro la classe arbitrale, fino alla domenica, alla partita, dove a volte la tensione porta alla violenza, al morto. Tanto il colpevole è sempre lo stesso, l’ultrà brutto sporco e cattivo.

E’ chiaro che c’è un mandante, la grande stampa sportiva ed i grandi soloni del sistema, l’esecutore solitamente è lui stesso una vittima di questo ingranaggio, ma il mandante si gongola in trasmissioni sportive con una miriade di sottosviluppati ex giocatori in disgrazia a caccia di gettoni.

Un circo dell’orrore.

Proprio loro, i Mandanti, hanno il compito di spiegare la violenza negli stadi, solitamente riempiendo di epiteti chi questi atti li compie, senza rendersi conto che sono loro che hanno armato la mano dell’esecutore.

E’ qui scatta il cortocircuito, gli spettatori televisivi si nutrono di stronzate dei pennivendoli e si perdono nelle cosce delle veline di turno, mentre viene crocifisso l’ultrà, il male dei mali di questo sport.

Oggi L’us Foggia si adegua alla caccia alle streghe e presto denuncerà i violenti osservandoli con telecamere a circuito chiuso, inizia anche qui la caccia alle streghe, col rischio fondato di vedersi l’intero campionato a PORTE CHIUSE.

C’è sempre la tv, quella di sky ad accogliere il tifoso in pantofole, per le serie inferiori si vendono i diritti a televisioni che trasmettono per quattro condomini ecchisenefrega dei tifosi, i soldi si fanno cosi.

In questo mondo di delinquenti al potere, di fagocitatori di violenza non vanno in galera i Biscardi con i suoi accoliti, veri mandanti della violenza negli stadi. In galera ci và povero psicolabile che mette in campo la violenza verbale dei giornalisti, in un mondo dove si comprano e si vendono le partite, si somministrano farmaci da cavallo agli atleti, per vederli morire di Sla a 40 anni o di tumore o di infarto.

Il male però è sotto gli occhi di tutti, sono quei quattro sporchi brutti e cattivi degli ultrà. Diamogli addosso.

Riporto parole non mie ma che condivido. Sono di “vladi”, un utente stimato del forum di foggiacalciomania.com

Complimenti vladi, le tue parole sono sensate e offrono uno spunto per dibattere sulla questione senza le fette di prosciutto davanti agli occhi.

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