Un anno è andato… tiriamo le somme

Pubblicato: 20 luglio 2010 in > The best of Chi-Quadro <, Personale

Oggi si è conclusa per me la sessione d’esami. Posso tirare un sospiro di sollievo, ormai è fatta. Devo dire di essere molto, ma molto soddisfatto di com’è andata. Farò un piccolo resoconto “accademico”, poi ne farò anche uno “umano” quando tornerò a casa e avrò la mente più libera.

Tutto quello che segue leggetelo solo se vi fidate di quello che dico (su molte cose potete chiedere a chi mi conosce che è davvero così).

Non ho ancora scritto niente sul perchè della mia scelta universitaria, ma, tant’è, mi sono immatricolato in “Fisica” ed inizierò dal 28 Settembre 2009 questo “debriefing”.

Sono arrivato a Ferrara convinto di potermi giocare le mie carte, anche se è stato un vero e proprio salto nell’ignoto. I miei compagni di liceo possono ben testimoniare sul fatto che le mie abitudini di studio fossero un po’ ballerine e poco salde. L’università, dunque, mi affascinava e intimoriva al tempo stesso. L’essere “emigrato” inoltre, aggiungeva al dubbio accademico anche quello “di vita” perchè per la prima volta mi trovavo solo ad affrontare una nuova realtà.

Dopo le prime lezioni, ero entusiasta della mia scelta e contento per la qualità dell’insegnamento. Il vero dubbio l’avevo sul mio rendimento.

Che studente sarei stato? Avevo poca fiducia nel fatto di poter competere a grandi livelli e la mia aspettativa era quella di tenere un dignitoso andamento, senza lasciarsi nessun esame arretrato, anche perchè con le borse di studio si scherza poco.

Il primo risultato fu lo scritto parziale di Analisi I, un mediocre 21 che mi lasciava credere che le mie previsioni erano forse vere, nonostante poi con l'”orale” (in realtà erano domande scritte di teoria) l’avessi portato a 25.

Successivamente venne l’esame di “Laboratorio di Dinamica”. Il riscatto. Ovviamente sorteggiai l’esperimento che nessuno voleva, l’esperienza di Millikan, e per tre ore infernali diventai un tutt’uno con la calcolatrice, perso in un universo di goccioline d’olio su cui dovevo stendere una relazione. Ancora 25, ma sudatissimo e tiratissimo. La vera svolta venne con l’orale. Lo preparai davvero bene, devo essere sincero, e andai carico in pasto al prof. Volevo andare per primo. Dovevo andare per primo. L’adrenalina e la concentrazione erano ai massimi livelli: ero la prima matricola a sostenere un vero e proprio orale. Una cavia insomma. Dopo sono esploso di gioia: 30! Il primo voto sul libretto. Un esordio da favola. Combattuto.

L’idillio durò purtroppo poco perchè non riuscii a passare i due parziali scritti di Fisica. Avevo fatto pochi esercizi e la meccanica del punto mi ha fatto perdere molti punti. Ancora una volta si iniziavano ad insinuare i dubbi. Quando poi vidi che riuscii a strappare un 27 nel primo parziale di Geometria, l’amarezza venne molto mitigata, visto che lo passammo davvero in pochi, 9 in tutto se non ricordo male. La ferita del parziale di Fisica però rimase aperta ancora a lungo.

Poi ricominciarono le lezioni, e a Giugno di nuovo sotto con gli esami.

Analisi I ho chiuso con un buon 27, definitivo e blindato. Inglese avevo 28 d’ufficio grazie al FCE. Ero a 24 crediti: me ne servivano 25 per confermare la borsa di studio. Ho festeggiato la “quota salvezza” con due esami in tre giorni. Un martedì abbiamo fatto il secondo parziale di chimica (al primo, fatto a marzo-aprile, avevo preso 28), e il giovedì “Analisi Dati”. Quel giovedì è stata una delle giornate più belle che ho passato. La mattina seppi del 30 in Chimica, neanche tre ore dopo uscivo dal Laboratorio di Reti con il mio primo 30 e Lode sul libretto. Delirio.

A questo punto mi erano rimasti due mostri da 12 crediti: Fisica e Geometria. Qui entra in gioco la tattica: foldare Fisica lasciandola a settembre e concentrarsi su Geometria, sicuramente l’esame più “rognoso”, nonostante la mole di Fisica sia più imponente. Ma non è spesso la quantità di concetti a definire la difficoltà di un esame. La media iniziava ad essere sopra il 28 e visto che abbiamo iniziato a giocare al rialzo, continuiamo con piacere. La fiducia ormai era maggiore e, oggi come allora, sono convinto di riuscire a mantenere una media alta.

Con il 30 di oggi in Geometria la mia media ponderata è di 29/30 (quella aritmetica anche di più). Il 28 Settembre 2009 potevo solo sognare un risultato del genere e ci avrei messo la firma. L’obiettivo adesso è di mantenere una media superiore al 27/30 e, chissà, candidarsi ad una laurea col massimo dei voti. Sognare non costa.

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commenti
  1. Simone ha detto:

    Bravo Alessio, complimenti!
    Zeman e Casillo te li sei meritati!! ahahaha

  2. marco ha detto:

    che secchia… 🙂

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