Quella centrale nucleare italiana di cui non si parla: Il centro ENEA di Brasimone

Posted: 15 marzo 2011 in Res Publica, Scienze

Sono giorni di fuoco per tutto quello che riguarda l’energia atomica. Il terremoto in Giappone può rappresentare un nuovo stop al programma nucleare italiano, cosa che evidentemente non va bene al Governo e ai suoi amici, già pronti a spartirsi i miliardi di euro di future commissioni.

Quello che viene però taciuto è che pare (il condizionale è d’obbligo) che in Italia ci sia ancora una centrale nucleare in funzione, seppure per scopi scientifici. Sto parlando del centro ENEA del Lago di Brasinone, sull’Appennino settentrionale al confine tra le provincie di Bologna e Pistoia. In questa centrale è presente un reattore sperimentale dagli anni ’70 e nel complesso vengono svolte ricerche sulla fusione nucleare. L’inizio di queste ricerche è stato causato dal referendum dell’87 post-Chernobyl. Il sito ufficiale ad oggi però non parla di uno spegnimento o cessazione del funzionamento del reattore (cfr. link) ma solo di una generica ”riconversione” di uomini e risorse.

Si sa, nella maggior parte dei casi contano non le cose che si dicono, ma quelle che non vegono dette. Non voglio pensare male e spero che in questo centro si faranno importanti scoperte sulla fusione nucleare, ma quando non si parla di una cosa, in Italia, non sempre è un buon segno.

Essere informati è un diritto, essere disinformati è una prassi dell’autoritarismo e una prevaricazione della libertà di un popolo.

Commenti
  1. nax scrive:

    non so se al brasimone esista o meno un reattore in fuzione so che ad ottobre 2010 sono stati riaccesi 2 reattori sperimentali a casaccia vicino roma ma ovviamente nessuno ne parla

  2. Diego Cinelli scrive:

    è una cosa fuori da ogni logica. Cercherò di dare diffusione anche io di questa cosa…

  3. Minatore scrive:

    Alla centrale nucleare del Brasimone stanno conducendo delle ricerche sull’utilizzo delle barre d’uranio all’interno di piombo fuso. Il piombo fuso, nel caso di un’esplosione, raffreddandosi si trasformerebbe in un contenitore stagno per le scorie radioattive.
    Ovviamente in via sperimentale non utilizzano barre d’uranio per l’elevato costo (o perchè addirittura non ne hanno), ma stanno utilizzando delle resistenze elettriche che simulano l’energia che deriverebbe dalla fusione dell’atomo di uranio.

    Questo è quello che ho saputo tramite esperienza (più o meno) diretta. Ci sono circa 50 persone, dipendenti Enea che operano all’interno della centrale.

  4. hack scrive:

    ciao a tutti io abito in un paesino mooolto vicino alla suddetta centrale, io sono contro al nucleare e volevo informarvi all’interno non c’è al momento e non c’è mai stato il nocciolo nè combustibile nucleare!! lo so per certo visto ke ho avuto una visita guidata all’interno della struttura e conosco gente che ci abita vicino e ha lavorato all’interno!

  5. Alessandro scrive:

    Ragazzi non scherziamo. So per certo che tutti gli impianti di sperimentazione simulano le barrette di combustibile con “semplici” resistenze elettriche. Non ci credete? il 3 luglio c’è il 100° anniversario della diga del Brasimone ed in quella occasione, la mattina, il centro verrà aperto ai visitatori. Potrete vedere la maggior parte degli impianti e purtroppo, la decadenza di questa struttura che nonostante tutto tira fuori buoni risultati dalle campagne di sperimentazione. Tutta la struttura non è mai stata ultimata ed ora come ora non sarebbe nemmeno terminabile visto l’avanzante decadimento.

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